Le proprietà curative del tè verde
Che il tè verde faccia bene alla salute è ormai a tutti noto.
Abbiamo qui raccolto tutte le notizie relative agli studi scientifici più attendibili pubblicate negli ultimi anni.
L'elenco non è certamente completo né deve essere preso come un decalogo medico.
L'errore che credo si faccia con riferimento al tè è quello di considerarlo una panacea e di volerlo bere esclusivamente per questo, come se fosse appunto una medicina priva di effetti collaterali.
Quindi giusta l'attenzione ma credo sia saggio tenere in conto il fatto che il tè contiene anche sostanze che potrebbero rivelarsi dannose per alcuni soggetti, come ad esempio la caffeina.
Allora l'invito è quello di considerare gli effetti benefici del tè verde come un utile corollario del gusto meraviglioso di questa millenaria bevanda.
Cuore, cura al tè verde
per combattere l'aterosclerosi
Il Sole 24Ore - Salute
Antiossidante e dimagrante. Si conoscono ormai da molti anni le proprietà benefiche del tè verde. Da oggi, però, un gruppo di ricercatori greci ci spiega anche perché in particolare questa bevanda fa bene al cuore.
Lo studio, pubblicato sull`European Journal of Cardiovascular Prevention and Rehabilitation, è stato condotto dai ricercatori del dipartimento di Cardiologia dell`Athens Medical School. Sotto osservazione sono state poste le cellule endoteliali del sistema circolatorio che, grazie all'assunzione di tè verde, hanno dimostrato di migliorare molto velocemente le proprie funzionalità, prevenendo la progressione dell'aterosclerosi.
La ricerca è stata condotta più volte su diversi volontari sani, a cui sono state somministrate diverse dosi di tè verde, caffè e acqua calda. I medici hanno proceduto alla misurazione del diametro dell'arteria brachiale dei volontari prima e dopo l'assunzione dei liquidi. Dai risultati dell'esame è stato messo in evidenza che dopo la somministrazione di tè verde la dilatazione dell'arteria brachiale, collegata alla funzionalità delle cellule endoteliali, risultava maggiore del 4% dopo appena trenta minuti dall'assunzione.
Nessun effetto, invece, è stato sortito dall'aver bevuto acqua calda o caffè. Risultati positivi e ottenuti a brevissimo termine, quindi. Secondo gli esperti il merito sarebbe dei flavonoidi contenuti nel tè verde, molto potenti perché non ossidati.
Data: 29-09-2008
Il tè verde mette il turbo
agli antibiotici 
La Stampa - Medicina Naturale 1/4/2008
Il tè verde è un efficace antibatterico. A dirlo è un gruppo di scienziati egiziani della Facoltà di Farmacia dell’Università di Alessandria, che hanno presentato i risultati della loro ricerca al Congresso della Society for General Microbiology di Edimburgo. Secondo gli scienziati, prendere gli antibiotici bevendo tè verde triplicherebbe la loro efficace nel combattere i batteri che hanno sviluppato resistenza al farmaco. Poiché in Egitto il tè verde è una bevanda molto comune, è probabile, hanno pensato gli scienziati, che molte persone sotto cura con antibiotici bevano anche parecchio tè. È partita così l’indagine per accertare se effettivamente il tè verde abbia qualche effetto sugli antibiotici: se interferisca o se non interferisca affatto.
«Bevuto insieme con il farmaco ne migliora l’efficacia»
«Abbiamo provato il tè in combinazione con antibiotici contro 28 malattie causate da microrganismi appartenenti a due classi diverse - spiega Mervat Kassem, coordinatore della ricerca che ha anticipato il risultato ottenuto sul sito di Science - e per ogni singolo caso il tè verde ha migliorato l’azione battericida degli antibiotici. Ad esempio l’effetto del chloramphenicol è stato migliore del 99,99% se somministrato insieme al tè, piuttosto che da solo».
«Riduce la resistenza dei batteri al medicinale»
Inoltre,si è appurato che le proprietà della bevanda rendono i batteri più sensibili del 20 per cento alle cefalosporine, una classe di antibiotici verso i quali nuovi ceppi di batteri hanno sviluppato resistenza. Il risultato conseguito ha stupito gli stessi ricercatori in quanto ha dimostrato che nella maggioranza dei casi e per tutti i tipi di antibiotici provati, bere tè verde, anche a basse concentrazioni, quando si prende il farmaco sembra ridurre la resistenza dei batteri agli antibiotici.
«I nostri risultati dimostrano che si dovrebbero considerare più seriamente i prodotti naturali che consumiamo ogni giorno. In futuro - ha detto Kassem - vedremo se altri prodotti naturali come la maggiorana, il timo o altri, contengono principi attivi in grado di aiutare a combattere la resistenza sviluppata dai batteri».
Fonte: La Stampa
Tè verde? Troppo fa male 
I polifenoli presenti nella bevanda sono dannosi se assunti i grandi quantità
Il tè verde fa bene solo se bevuto con moderazione. Mentre si ritiene che i polifenoli contenuti nel tè verde siano protettivi rispetto a malattie cardiache e cancro, sembra che, se consumati in grandissima quantità, possano causare danni al fegato e ai reni. Lo ha mostrato un’analisi degli studi sulla tossicità dei polifenoli.“Le persone non dovrebbero allarmarsi troppo per questi risultati, tuttavia coloro che prendono integratori potrebbero sperimentare seri problemi” ha detto l’autore Chung Yang of Rutgers, della State University del New Jersey, negli Stati Uniti. Il ricercatore ha sottolineato che fino a dieci bicchieri al giorno di tè verde va bene. I problemi ci sono, più verosimilmente, per le persone che assumono integratori alimentari che contengono fino a 50 volte la quantità di polifenoli di una singola tazza di the.La review di Yang cita esperimenti in cui roditori e cani sono morti per avvelenamento al fegato dopo la somministrazioni di alte dosi di polifenoli. Sono, inoltre, riportati casi di persone con segni di tossicità al fegato dopo un sovradosaggio di integratori al tè verde. I sintomi da loro sperimentati sono spariti quando hanno smesso di assumere le pillole, per tornare quando ricominciavano a prenderle.
(Chemical Research in Toxicology, vol 20, p 583).
Fonte: Ulisse.Sissa.It
TE' E CALCOLOSI RENALE 
Il ruolo della dieta nella prevenzione della calcolosi renale è un problema che è stato ampiamente dibattuto dagli specialisti del settore. La formazione di calcoli renali, principalmente composti da ossalato , è influenzata dalla dieta e, in particolare, dall'assunzione di cibi che ne contengono alte concentrazioni nella sua forma solubile (spinaci, barbabietole, cioccolato, fragole e noci). La forma insolubile dell'ossalato, il suo sale di calcio, è invece scarsamente assorbito a livello renale e viene quindi eliminato. E' ormai noto che: 1) il tè nero è una fonte di ossalato in forma solubile (range di concentrazione compreso tra 300-2000 mg/100 g di foglie) 2) l'infusione prolungata (3-5 minuti) e la concomitante agitazione della soluzione, pratiche comuni nella preparazione del tè nero ne aumentano la liberazione. Tuttavia il consumo regolare di 6 tazze di tè/die porta all'assunzione di ossalato in forma libera in un range di concentrazione compreso tra 16-102 mg/die, quantità sicuramente minore se paragonata a quella che si ritrova nei succitati alimenti. Inoltre l'aggiunta di latte contribuisce alla formazione di ossalato di calcio insolubile che viene quindi eliminato. D'altra parte è noto che: 1) le capacità antiossidanti delle epigallocatechine contenute nel tè hanno un effetto protettivo sulla formazione dei calcoli, 2) i tè verdi hanno concentrazioni di ossalato pari ad un terzo di quelle del tè nero, 3) l'infusione più breve di questi ultimi (2-3 minuti) estrae comunque meno ossalato. Pertanto è possibile affermare che l'assunzione del tè verde è in grado di ridurre sia l'escrezione renale di ossalato che il deposito di calcoli a livello renale.
©2008 Francesco Saverio Robustelli della Cuna
Farmacia Robustelli
Una tazza di tè al giorno protegge le vie biliari 
I bevitori abituali risultano meno predisposti a calcoli e tumori, soprattutto se donne.
Basta una tazza di tè al giorno per diminuire il rischio di tumori del tratto biliare e quello di formare calcoli della colecisti. Che la bevanda più amata nel mondo possa esercitare un effetto antinfiammatorio e protettivo nei confronti di diverse malattie (tra le quali alcune neoplasie) è noto da tempo; ora uno studio condotto da Ann Hsing, del National Cancer Institute di Bethesda e pubblicato sull' International Journal of Cancer focalizza l'attenzione su un distretto specifico, quello appunto delle vie biliari.
La ricercatrice ha selezionato 627 persone con un tumore in quelle sedi, più di mille con calcoli alla colecisti e altrettante sane, ed è andata a verificarne il consumo di tè, definendo bevitore abituale chi aveva ingerito almeno una tazza al giorno per un periodo minimo di sei mesi e trovando, nei controlli, 349 volontari che non avevano mai bevuto neppure una tazza di tè (pari al 41 per cento del totale). Mettendo quindi in relazione il consumo della bevanda con il rischio di malattia, Ann Hsing ha dimostrato che, tra le donne, chi beveva tè aveva una diminuzione del rischio di calcoli del 27 per cento, di tumore della colecisti del 44 per cento e di tumori dei dotti biliari del 35 per cento; tra gli uomini esisteva la stessa tendenza, sebbene i valori fossero meno accentuati. Ora, ha annunciato la ricercatrice, gli studi proseguiranno al fine di isolare le componenti più attive nella prevenzione di calcoli e tumori.
Fonte: Corriere della Sera del
11 ottobre 2006
Tè verde previene le malattie cardiovascolari 
Dal Giappone la conferma in uno studio durato 11 anni.
di Caterina Visco
Dal Giappone viene spezzata una lancia in favore del tè verde (praticamente la bevanda nazionale) per prevenire le malattie cardiovascolari. Una ricerca mirata a valutare gli effetti del tè verde sulla mortalità per cause generali e per alcune cause specifiche, realizzata dai ricercatori della Tohoku University, è stata pubblicata sul Journal of the American Medical Association.
Lo studio, che ha coinvolto 40.530 pazienti, è iniziato nel 1994 e ha valutato l'effetto del consumo di tè verde sulla mortalità dovuta a cause generiche per i successivi 11 anni, mentre per valutare gli effetti sulla mortalità per problemi cardiovascolari o per cancro sono stati presi in esame i successivi 7 anni.
Alla fine dello studio 892 pazienti risultavano deceduti per problemi cardiovascolari, 1134 di cancro e 4209 per cause varie. Per quanto riguarda questi ultimi, dai risultati è emerso che rispetto a chi beve in media meno di una tazza al giorno di tè verde, quelli che ne bevono più di cinque avrebbero il 16 per cento di rischio in meno di morire.
Nel caso della morte per patologie cardiovascolari, il consumo di tè verde contribuirebbe a far diminuire il rischio di morte del 26 per cento. Nelle donne questa percentuale salirebbe ben al 31 per cento, mentre il consumo di tè verde non avrebbe nessun beneficio contro il cancro.
In Giappone il consumo di tè verde è molto diffuso: la maggior parte della popolazione ne beve abitualmente tre o quattro tazze al giorno; inoltre la dieta giapponese a base di riso bollito, pesce essiccato, soia e tofu contiene meno grassi saturi rispetto a quelle occidentali. Bere il tè verde non può nuocere in alcun modo alla salute e il suo contenuto di antiossidanti a lungo andare può portare indubbi benefici, ma sono necessari nuovi studi per valutarne l'efficacia specifica contro i disturbi cardiaci.
Riferimento bibliografico: Kuriyama S, Shimazu T et al. Green tea consumption and mortality due to cardiovascular disease, cancer, and all causes in Japan. JAMA 2006; 296:1255-65.
Fonte: Yahoo! Salute News del 14/09/2006
Tè contro il diabete e le cateratte 
La bevanda fa diminuire i livelli di glucosio
Ecco un'altra voce da aggiungere alla lunga lista dei benefici che
derivano dal bere tè. Una ricerca sugli animali pubblicata
sul numero del 4 maggio della rivista "Journal of Agricultural
and Food Chemistry" suggerisce che il tè possa essere
un mezzo semplice ed economico per prevenire il diabete e le sue complicazioni,
comprese le cateratte.
Joe Vinson dell'Università di Scranton e colleghi hanno somministrato
per tre mesi tè verde e nero a topi diabetici, monitorando
poi la composizione chimica del sangue e del cristallino degli occhi
degli animali. A livelli che equivalevano a meno di cinque tazze al
giorno per un uomo, entrambi i tipi di té inibivano significativamente
la formazione di cateratta rispetto a un gruppo di controllo cui non
veniva data la bevanda. Inoltre, entrambi i tipi di tè facevano
diminuire i livelli di glucosio, che a sua volta influenza altri processi
biochimici che accelerano le complicazioni del diabete.
"Molte persone, scienziati compresi, sono convinti che il tè
verde presenti più effetti benefici per la salute rispetto
a quello nero", commenta Vinson. Ma i risultati dello studio,
oltre a confermare ricerche precedenti che mostravano come il tè
verde e quello nero inibissero allo stesso modo l'arteriosclerosi,
suggeriscono che entrambe le bevande possono aiutare a tenere a bada
alcune delle malattie oggi più diffuse nei paesi occidentali.
Fonte: Le Scienze (26/04/2005)
Come
il tè verde protegge dal cancro 
Bere té
verde, secondo alcuni studi epidemiologici, ha un effetto protettivo
contro alcune forme di cancro, ma esagerare con quantità troppo
elevate può aumentare il rischio di anomalie congenite quali
la spina bifida.
Ora un gruppo di scienziati dell'Università
di Murcia, in Spagna, in collaborazione con il John
Innes Centre (JIC) di Norwich, in Gran Bretagna, ha scoperto che
un polifenolo isolato dalle foglie di tè verde (il gallato
di epigallocatechina, o EGCG) inibisce la crescita delle cellule tumorali
in vitro se presente alle basse concentrazioni che si trovano nel
sangue e negli altri tessuti dei bevitori di tè. L'EGCG si
lega all'enzima DHFR, un noto target per i farmaci anticancro coinvolto
anche nelle anomalie congenite. L'EGCG potrebbe dunque rappresentare
il punto di partenza per una nuova famiglia di farmaci antitumorali.
"Si tratta di una scoperta entusiasmante", ha commentato
Roger Thorneley, leader del gruppo di Norwich. "Per la prima
volta abbiamo una chiara spiegazione scientifica del perché
l'EGCG inibisce la crescita delle cellule cancerose alle concentrazioni
che si trovano nel sangue di chi beve due o tre tazze di tè
verde al giorno. Abbiamo identificato l'enzima cui si lega EGCG nelle
cellule tumorali e abbiamo capito come gli impedisce di produrre DNA".
La ricerca, finanziata dall'Unione Europea, è stata pubblicata
sulla rivista "Cancer
Research".
Fonte: Le Scienze (21/03/2005)
Bere
te' può migliorare la memoria 
Il è bevuto regolarmente può migliorare la memoria e
dovrebbe essere usato per trattare il morbo di Alzheimer: è
quanto affermano i ricercatori dell'università britannica di
Newcastle Upon Tyne.Il team di scienziati ha scoperto che il tè,
verde o nero che sia, inibisce l'attività di certi enzimi del
cervello associati alla memoria. È stato esaminato anche il
caffè, senza però riscontrare effetti significativi.I
due tipi di tè inibiscono l'attività dell'AchE (enzima
acetilcolinesterasi), che danneggia il messaggero chimico (neurotrasmettitore)
acetilcoline. Il morbo di Alzheimer è caratterizzato da una
caduta dei livelli di acetilcoline. I ricercatori hanno anche constatato
che i due tipi di tè riducono l'attività del BuChE (enzima
butirilcolinesterasi), la cui presenza è stata riscontrata
nel cervello dei malati di Alzheimer.Il tè verde va un poco
più lontano, essendosi dimostrato capace di bloccare l'attività
di beta-secretasi (che svolge un ruolo della produzione dei depositi
di proteine nel cervello). Inoltre la durata dell'effetto inibitorio
è superiore a quella del tè nero: si è constatato
che i benefici del tè verde durano una settimana, quelli che
tè nero solo un giorno.'Anche se non è una cura per
il morbo di Alzheimer, il tè potrebbe essere un'arma in più
tra quelle usate per trattare la malattia e rallentarne il decorso',
ha detto il dottor Ed Okello, responsabile della ricerca. 'Le nostre
conclusioni sono particolarmente interessanti perché il tè
è una bevanda già molto diffusa, economica, e il suo
consumo non dà apparentemente luogo a effetti collaterali indesiderati.
In ogni caso, pensiamo che dovranno passare vari anni prima di essere
in grado di produrre qualcosa di commercializzabile'.
Fonte: Cordis (16/11/2004)
Tè
verde contro l'arteriosclerosi 
Usando una tecnica che consente di studiare contemporaneamente le
fasi iniziali e quelle avanzate dell'accumulo di placche nelle arterie
di uno stesso topo, alcuni ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center
hanno scoperto che un composto antiossidante che si trova nelle foglie
di tè verde non elimina le placche già formate, ma inibisce
lo sviluppo di nuovi depositi. I risultati dello studio sono stati
pubblicati sul numero del 25 maggio della rivista "Circulation".
Sono numerosi i componenti delle foglie di tè verde noti per
le loro proprietà naturali in grado di contrattaccare gli effetti
dannosi dell'ossidazione nel sangue. La principale (e più potente)
di queste catechine o flavonoidi, per esempio, l'EGCG (gallato di
epigallocatechina), riesce a fornire protezione contro lo sviluppo
di infiammazioni, di tumori e di nuovi vasi sanguigni che sostengono
la crescita dei tumori.
L'ossidazione, che danneggia le superfici interne delle arterie e
incoraggia la formazione di depositi, è ritenuta un fattore
importante nello sviluppo dell'arteriosclerosi. Studi precedenti con
gli animali avevano mostrato che gli antiossidanti possono inibire
la formazione di placche, ma i risultati nei trial con gli esseri
umani erano stati deludenti. I ricercatori si erano chiesti se il
fallimento fosse dovuto alla breve durata del trattamento, all'uso
di un antiossidante "sbagliato" o ad altri fattori.
Kuang-Yuh Chyu e colleghi hanno perciò studiato gli effetti
di una forma estremamente pura di EGCG su due aree dei vasi sanguigni
in topi geneticamente predisposti a un rapido sviluppo delle placche.
I ricercatori hanno scoperto che il composto riduce significativamente
la formazione di nuove placche nella carotide ma non ha effetto sulle
placche già mature presenti nell'aorta.
Fonte: Le Scienze (24/05/2004)
Tè Verde aiuta a prevenire i tumori della pelle 
Uno studio condotto al Susan Lehman Cullman Laboratory for Cancer Research della Rutgers University del New Jersey, negli Stati Uniti, ha mostrato che il trattamento della pelle con la caffeina può aiutare a prevenire i tumori della pelle.
“Non è un effetto di schermatura del Sole, - commenta Allan Conney, uno degli autori - ma qualcosa di più. Si tratta di un effetto biologico che, se fosse confermato, ci fornirebbe un metodo sicuro ed efficace di prevenire i tumori della pelle”.
Da tempo è noto che l'esposizione alla radiazione ultravioletta solare è la causa principale dei tumori della pelle. L'uso di creme solari protettive può ridurre il rischio di tumori, ma è necessario identificare nuovi metodi di prevenzione per individui già esposti in passato ad alti livelli di radiazione solare.
Gli autori dello studio hanno applicato caffeina ed epigallocatechina gallato (EGCG), due componenti del tè verde, sulla pelle di topi che erano stati esposti a dosi massicce di radiazione ultravioletta. Apparentemente i composti hanno inibito in modo significativo la formazione dei tumori.
Sebbene lo studio mostri che gli effetti positivi siano presenti in entrambe le sostanze, la caffeina offre diversi vantaggi rispetto all'EGCG, meno stabile chimicamente e quindi di più difficile utilizzo.
La ricerca ha anche evidenziato come l'azione di entrambe le sostanze sia altamente selettiva. Esse eliminano le cellule cancerose senza attaccare quelle sane a loro adiacenti. "La scoperta di questa selettività – spega Conney – si è rivelata eccitante. Per di più non c'è differenza fra tumori benigni o maligni: in entrambi i casi le cellule venivano distrutte lasciando intatte quelle normali".
Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista “ Proceedings of the National Academy of Sciences ”, si propongono ora di proseguire la ricerca per stabilire se l'applicazione di questi agenti ha lo stesso effetto anche negli esseri umani. Presto saranno svolti i primi test clinici in questa direzione.
Fonte: Le Scienze (26/08/2002)
Tè verde anticancro, sì della scienza 
Roberto Suozzi La Repubblica Salute
All'università di Sendai, in Giappone, è stata condotta un¿importante ricerca sui benefici del tè verde nei confronti dell¿insorgenza del cancro dello stomaco. Lo studio è durato molti anni ed è stato fatto su un gran numero di persone, basti pensare che nel 1984 nel distretto giapponese di Miyagi vennero valutati ben 26.311 residenti che risposero a un questionario tra le cui domande si chiedeva anche la frequenza del consumo di tè verde. Lo studio, recentemente pubblicato sul "New England Journal of Medicine" (marzo 2001), ha tutte le carte in regola per dare un ulteriore apporto al ruolo del tè verde nella protezione del cancro dello stomaco.
Nello stesso numero del "New England" appare un interessante editoriale scientifico, a opera dei medici del National Cancer Center Hospital di Tokyo, che commenta e offre diversi e importanti spunti di riflessione, in particolare sulla realtà giapponese, in merito alla questione. Vi sono, infatti, delle differenze tra il cancro dello stomaco presente in Giappone e quello che si evidenzia in occidente: tra queste differenze, la più importante è quella della localizzazione. Esiste, inoltre, una forte correlazione tra il consumo di cibi salati (es. pesce salato) e aumento del rischio di cancro gastrico; mentre il consumo di frutta e vegetali freschi avrebbe un ruolo protettivo.
Fonte: Kataweb Salute