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il tè
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L'Africa
riveste
ormai un ruolo di primo piano nella produzione di tè, infatti
con ca. 365mila tonnellate annue si colloca al terzo posto tra
i maggiori produttori mondiali, dopo India e Cina.
Il tè in Africa venne introdotto solo alla fine del XIX sec. grazie agli Inglesi che cercavano nuove fonti di approvvigionamento al sempre crescente consumo della madrepatria. In seguito furono alcuni coloni tedeschi a coltivarlo sulle pendici del Monte Camerun e in Tanzania con ottimi risultati.
In seguito molti paesi si sono convertiti alla coltivazione del tè tra questi vanno segnalati sicuramente il Camerun e ovviamente il Kenya, in assoluto uno degli stati con la maggiore e migliore produzione nel mondo (290.000 tonnellate nel 2003*).
Il tè prodotto in Africa è principalmente nero e lavorato con sia in foglia intera che spezzata, destinato
in maggior parte alle miscele è possibile trovare nei negozi specializzati
anche la produzione dei singoli giardini dei principali paesi produttori.
Sta riscuotendo notevole popolarità, per le sue proprietà
benefiche, il Rooibos (Rooibosch - Rositea) o tè rosso.
Originario del Sud Africa consiste nelle foglie essiccate di una pianta
locale (Aspalathus linoaris) molto profumato e dal gusto dolce,
che acquisisce il suo tipico colore rosso solo dopo la lavorazione.
Parte della sua popolarità è dovuta alla completa assenza
di teina e alla ricchezza di vitamina C, sali minerali e proteine.
*Fonte: Calendario Atlante De Agostini 2005
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